La birra, tra gusto e bere responsabile

AB InBev

Il webinar di AB InBev in collaborazione con The Watcher Post

 

La birra come passione che accompagna l’uomo fin dall’antichità, da sempre legata ad intensi momenti di convivialità, oggi è costretta ad un consumo domestico, ma sempre responsabile. Con queste premesse si è tenuto oggi il webinar “Il gusto del bere responsabile”, organizzato da AB InBev, azienda leader mondiale nella produzione della birra in collaborazione con The Watcher Post.

 

A discuterne: Serena Pasquetto, Senior Legal & Corporate Affairs Manager di AB InBev; Marino Niola, Professore di Antropologia della Contemporaneità all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Eleonora Cozzella, Giornalista gastronomica de La Repubblica e giurata del The World’s 50 Best Restaurants.

 

Al centro del dibattito lo smart drinking. Secondo un recente rapporto della Global Drug Survey negli ultimi 12 mesi – nel mondo – si è ecceduto nel consumo di alcol in media per 21 volte, con un picco di 28 volte per gli uomini under 25. Ebbene, l’Italia, invece, ha dimostrato una notevole consapevolezza nel bere, portando il dato annuale a 11.7: praticamente la metà della media mondiale, 21, il che testimonia un approccio italiano più cosciente e indirizzato alla qualità nei confronti dell’assunzione di alcol.

 

“Come più grosso produttore al mondo di birra al mondo crediamo che nessun impegno sia più critico del nostro nell’affrontare il consumo dannoso di alcol”, ha affermato Serena Pasquetto, Senior Legal & Corporate Affairs Manager di AB InBev. “Per noi ogni esperienza con la birra deve essere un’esperienza positiva, dire “Bevi Responsabilmente” non è sufficiente, miriamo infatti a cambiare comportamenti specifici e norme sociali. Crediamo di dover essere parte della soluzione e non del problema: vogliamo essere promotori di uno stile di vita responsabile e consapevole. La qualità (e non quantità) è particolarmente importante per i consumatori italiani. Le nostre birre premium e superpremium (Corona, Leffe e Stella Artois) sono protagoniste di un trend estremamente positivo che celebra il gusto”.

 

“La birra è antica quanto la civiltà. Pare infatti che sia stata proprio la coltivazione dei cereali necessari per produrre la birra a dare l’impulso decisivo alla nascita dell’agricoltura e alla fondazione delle prime città”, ha sostenuto Marino Niola, Professore di Antropologia della Contemporaneità all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. “Fin dall’antichità il tema del bere responsabile ha caratterizzato i popoli. Si pensi che allora, una volta raggiunta la pubertà, i ragazzi ricevevano in dono un’anfora che misurava la dose massima consentita ad una persona civile.  Nel corso dei secoli, poi, la birra ha continuato a caratterizzarsi come bevanda sociale, di amicizia e di apertura all’altro. È proprio per questo in fondo che in passato veniva considerata “sacra”. Perché bevendola insieme si celebra il legame sociale”.

 

“Nella cucina ricercata la birra è una scoperta continua: abbinata a piatti gourmet da sommelier innovativi, sperimentatori, capaci di esprimere contemporaneità nel loro lavoro e dunque esaltarne la potenza, la ricchezza, le sfumature con le ricette di ricerca dei grandi chef. Anche il servizio si evolve di pari passo, con calici che rispondono alla forza e agli aromi di ciascuna, giocando un ruolo importante. Senza escludere la bellezza dell’uso in cucina come ingrediente, in preparazioni che usano di volta in volta la forza del luppolo, le note tostate, le sfumature di acidità, come elementi delle diverse composizioni gustative”, ha concluso Eleonora Cozzella, Giornalista gastronomica de La Repubblica e giurata del The World’s 50 Best Restaurants.