24 2017

UTOPIA Yearly Report - Diario della legislatura

Lo scorso anno era finito così: da un lato Matteo Renzi, da poco dimessosi dopo l’esito negativo del referendum sulla Riforma Costituzionale, sembrava più che determinato a prendersi in tempi brevi la rivincita; dall’altro Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio, rivestiva il ruolo del traghettatore, colui che sale su una panchina a metà campionato con il solo compito di far arrivare la squadra indenne a fine stagione.
Oggi appare tutto al contrario. Nel mezzo c’è stato un anno di Governo “cacciavite”, volto a intervenire sui dossier aperti con soluzioni mirate e chirurgiche. Niente grandi progetti ma attuazione e finalizzazione dell’esistente. Il premier da “traghettatore” è diventato “allenatore” a tutti gli effetti, capace di far funzionare la squadra di governo e valorizzarne le punte di diamante: Marco Minniti e Carlo Calenda.
I sondaggi certificano il gradimento nei confronti di Gentiloni, che raccoglie anche i frutti di un prolungato silenzio mediatico – 0 interviste a quotidiani, 2 apparizioni televisive – dopo anni di iperattivismo mediatico.
A questo, aggiungiamo un coro di dichiarazioni ed editoriali che già tracciano scenari di governi di larga coalizione a sua guida, a seguito di un risultato elettorale che si limiterà a certificare un tripolarismo sancito dalle elezioni del 2013. Ciò grazie al Rosatellum e alle conseguenze di referendum costituzionale e sentenza della Consulta sull’Italicum.
La tentazione di lanciarsi nella scenaristica post-voto è forte ma, viste le premesse, è meglio evitare. Ci penseranno le elezioni – solo quelle di marzo? O si ripeteranno dopo pochi mesi? – a dirci che Italia politica ci aspetta nei prossimi anni.
Quest’anno invece, piuttosto che ragionare di futuro, preferiamo mettere un punto ai 5 anni appena trascorsi. Lo chiamiamo “Diario della legislatura” ma solo come riferimento temporale di un periodo che ha visto profondi cambiamenti sia interni che esteri.
Mettere in fila tutto quanto accaduto è stato impressionante. Alcune cose sembrano vicinissime, altre ormai dimenticate, eppure tutte hanno lasciato un segno profondo di cui ancora oggi si vedono gli effetti.
Una delle espressioni più abusate degli ultimi anni è quella di Steve Jobs sull’“unire i puntini”. Quest’anno abbiamo deciso di unirli lasciando parlare i fatti per consentire a ognuno di costruirne la propria interpretazione, aiutandoci anche con alcuni libri che raccontano la contemporaneità.
Abbiamo scritto tante volte che troppe informazioni fanno perdere di senso le distinzioni tra ciò che conta e ciò che no. Quanto contenuto nel Report costituisce a nostro avviso l’essenza di questi 5 anni.
Buona lettura.